Eccoti, mia amata
{Il dì del Signore 29 Agosto 2008 eiaculai ciò, fascicolandolo in: Edinburgh, Fierume, Gi, Travels}
Beh che dire.
Tutto perfetto.
Partenza per l’aeroporto un po’ in ritado per colpa di sister(3), check-in rapido, controlli veloci (mi hanno palpato un po’ dappertutto, ero suonante), panino con la cotoletta decente, imbarco senza perdite di tempo e volo passato senza scazzi.
Poi la folgorazione.
Eccola.
In tutta la sua bellezza immutata come sempre.
Cielo apparentemente sereno, placida atmosfera british, tante gnoccolone bionde.
Poi con il bus siamo arrivati in Princes Street, una sfacchinata per un paio di vicoli ed eccoci sulla Royal Mile.
Quest’anno devo ammetterlo, il sottoscritto ha fatto un’ottima scelta (non solo quest’anno, dopotutto).
Posizione centralissima, camere pulite, atmosfera molto british pub, e un paio di gnoccolone a sottolineare il melting pot che ci circonda.
Io e Gi abbiamo poi sistemato le valigie, e vaffancheizz direttamente al Mc’Donalds di St. Andrews Street.
Rifocillati e felici, scappatina su Calton Hill e un po’ di foto ad uno dei pochissimi posti di Edimburgo che mi mancavano da vedere.
Tornati in ostello, ovviamente, pausa internet.
Il nostro alloggio è stato scelto anche (e soprattutto) per l’offerta del wifi gratuito, oggi essenziale (almeno per me).
Fatto sta che ho dovuto litigare pesantemente con la connessione, sia per il mio MacBook (meno) che per l’Acer di Gi (tantissimo), ma alla fine l’esemplare homo erectus quale è il sottoscritto, con una mossa d’altri tempi ha piazzato i dns in quel posto (quello giusto) e tutto è andato per il meglio.
E’ così sono passate la bellezza di tre ore. Tre ore nelle quali ho conosciuto una spagnola con il MacBook che cercava di mettermi a posto la connessione, scaricato le poche foto fatte e caricate su Flickr, guardato un po’ di tette e culi.
Alla fine, dopo aver bonariamente litigato con la Gi (sulla direzione da seguire) abbiamo virato per un ristorante giapponese e via.
Non malvagio il cibo, ma pezzi troppo piccoli e troppo pochi, cazzo.
Allora via di nuovo per il fido Mc’Donalds che non tradisce mai.
Stanchi e vagamente infreddoliti siamo tornati all’ostello a sfruttare un po’ di wifi.
(per la cronaca, mi sono addormentato sul divano nella stanza comune con il MacBook sulle gambe, risvegliato da una bionda e molto figa presenza di fronte a me).
Dopo un due orette credo, siamo andati a nanna (almeno io, Gi non lo so).








