Romanista nun fa’ lo stupido stasera

Sono anni ormai che non mi perdo una partita dell’Inter.
E ieri sera, tranquillamente in poltrona davanti al mio Bravia, mi sono visto Inter-Roma.
Partita bella piena di gol e di polemiche.
Io sono sempre molto obiettivo.
Certo, quando si parla dell’Inter questa obiettività viene un po’ meno, ma proprio poco.
Sentire i romani e romanisti (leggasi De Rossi e oh capitano mio capitano) che parlano di “partite che con l’Inter finiscono sempre così” mi fa ridere.
Mi fa ridere perché sono tre anni che andiamo a Roma e la mettiamo a ferro e fuoco eppure parlano again.
MI fa ridere perché parlano tanto della maleducazione di Balotelli, un ragazzo sì guascone e sopra le righe, ma pur sempre un ragazzo di 18 anni che (quanto detto da molta gente presente a San Siro) è stato scimmiottato dai tifosi romanisti per il fatto di essere di colore.
Mi fa ridere perché nessuno ha parlato di Mexes che prima che Balotelli battesse il rigore del 2-3 lo ha ripetutamente provocato e gli ha chiaramente detto “tanto lo sbagli”.
Mi fa ridere perché loro, gladiatori valorosi e senza macchia, dimenticano, random: lo sputo di Totti a Poulsen, Totti che zittisce e manda a casa gli juventini dopo il famoso 4-0, la gomitata di De Rossi ai Mondiali, Totti che cammina sugli avversari neanche fosse Cristo sull’acqua e molti altri episodi di certo non oxfordiani.
Eppure hanno la bella faccia di cazzo di voler moralizzare il mondo intero.
E poi? Aiuti, aiutini, campionato falsato?
Non scherziamo ragazzi.
Il Presidente dice che il rigore su SuperMario è netto, io obiettivamente qualche dubbio ce l’ho, però a velocità normale il 90% degli arbitri avrebbe fischiato rigore. Un errore per nulla scandaloso.
Ma perché De Rossi non ha parlato di campionato falsato rivedendo il rigore non dato all’Inter per fallo nettissimo su Ibra a Lecce?
E il fallo di mano non nettissimo, di più, in Inter-Torino?
Se prima la Roma mi stava simpatica, ora preferisco mille volte l’intelligenza, l’obiettività e la simpatia di Carletto e di zio Fester.

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