Boh, non lo so. Veramente. Alle volte rimango allibito, sconcertato. Io dico, cazzo. Abbiamo tre piani, la bellezza di 400 metri quadri abitabili, un giardino di 400 metri quadri, eppure, chissà per quale misterioso artificio, sono sempre giù. Mi spiego meglio. Se c’è da parlare al telefono, vengono tutti a parlare giù. E il sottoscritto viene così aggiornato su chi ha vinto il Grande Fratello, su come era vestita Simona Ventura e su come la mamma di Tizia abbia cornificato il già cornuto padre di Tizia. E questo quando è una buona giornata. Poi si passa alla tragedia sociale. Anime in pena che mi torturano le gonadi con i propri problemi, sfoghi, lamentele, disavventure e chi più ne ha ne metta. Io, perso nei meandri dei cazzi miei, sottoposto ad una tortura immane. Ma io dico, cosa vi fa credere che a me interessi? Cioè, dico io. Ok che sono fortunato, posso dire di vivere da solo a 19 anni, senza sborsare una lira, con tutte le comodità di questo mondo. Ma ciò non vi autorizza a scendere alle sette del mattino e iniziare a parlare da soli, con il sottoscritto che cerca di dormire. E poi, toglietemi una curiosità, ma tutta quella roba che giace perennemente sugli stendini, da dove arriva? Dico io. Ok, stendete in continuazione tonnellate di tessuto che non so quando mai utilizziamo, ma almeno fatelo senza intonare Gigi d’Alessio prim’ancora che l’alba faccia capolino. Ma il meglio (o il peggio), è quando attraversano tre piani per venire a defecare nel mio bagno. Dico io. Voi, su, al salone, non mi ci fate nemmeno avvicinare, per non parlare poi della cessroom. Quindi, perchè non andate a cagare da qualche altra parte? Dilemma amletico, quasi quanto una diarrea a stomaco vuoto. I misteri della vita. Detto questo, aggiungo che vi voglio bene a prescindere.

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