C’è che, a settembre

C’è che ero sotto la doccia e mi è venuta l’ispirazione per iniziare a scrivere,
per l’ennesima volta, il romanzo che mi renderà ricco, famoso e affascinante.
C’è che poi volevo scrivere una cosa su settembre, sul fatto che a settembre ricomincia la solita vita di sempre ed è un attimo che arriva l’autunno,
il freddo, Natale e via dicendo.
C’è che poi volevo scrivere una cosa sulla corsa, o meglio, volevo iniziare a tenere, qui sul blog, una specie di diario delle mie corse.
Solo che ero indeciso su un po’ di cose, tipo come scrivere le unità di misura, se con il punto o con la virgola, per dirne una, e allora ho lasciato perdere.
C’è che poi volevo ancora scrivere una cosa su settembre, sulla corsa
e anche sul romanzo e alla fine è venuto fuori questo post qui.
C’è che, vi dirò, questo post qui non mi dispiace mica.

Perché quello che lasci non va più via

Un anno fa, il 27 agosto 2012, usciva questa canzone qui.
Una canzone che ha fatto da colonna sonora al cambiamento radicale che ha subìto la mia vita a partire dall’agosto dell’anno scorso.
Perché quello che lasci non va più via.

Chi non muore si rivede

Ho perso il conto delle volte che ho chiuso e riaperto un blog.
Dall’ultima volta che ho scritto qualcosa di serio su un blog
sono passati più o meno tre anni.
Avevo ancora i capelli lunghi e non avevo ancora una macchina tutta mia.
A ‘sto giro, però, complici le ferie ed un imminente viaggio, ho deciso di tornare, seriamente (o almeno così è, o sembra, per me) a scrivere.
E sono tornato a farlo su un blog
Sono tornato a farlo su questo blog.
Il primo vero, unico e grande amore in quanto a scritture varie.
Come al solito, come in un po’ tutte le cose che faccio, non prometto nulla.
La voglia, quella, però, c’è sempre.
Le sensazioni, quelle, a ‘sto giro, sono diverse.
Altro giro, altra corsa.